Le tragiche conseguenze dell’austerità
Nei primi 9 mesi del 2015 il numero di morti nel nostro Paese è salito di oltre il 10%. Su base annua sono circa 61 mila decessi in più rispetto al 2014. Un aumento abnorme, che il governo renziano dell’Italia “che riparte” non chiarisce. Tace su una catastrofe nazionale.
Per trovare un’analoga impennata della mortalità, si deve tornare agli anni della I e della II guerra mondiale.
Ma in epoca di “pace” come si spiega un aumento della mortalità di queste dimensioni? Il dato non è giustificabile con l’invecchiamento della popolazione, che spiega soltanto una parte dei decessi in più.
Il “mistero” può essere spiegato solo in un modo: lo spaventoso aumento dei decessi è la diretta conseguenza dei tagli alle spese sanitarie e sociali, ai salari e alle pensioni, dell’impoverimento crescente delle grandi masse.
Nella sanità pubblica a forza di tagli lineari in 10 anni sono stati cancellati negli ospedali circa 60.000 posti letto e 25.000 posti di lavoro.
Ciò ha prodotto l’allungamento delle liste d’attesa, il sovraffollamento dei pronto soccorso, la mancanza dei mezzi e degli strumenti necessari (nemmeno i bisturi tagliano più!), l’aumento dei ticket sanitari, la riduzione dei controlli nei posti di lavoro.
A ciò va aggiunto che in Italia ci sono 10 milioni di persone escluse per motivi economici dalle cure sanitarie, che dovrebbero essere garantite e gratuite. Il numero è destinato a salire a causa delle politiche criminali dell’UE, dell’aumento della disoccupazione e della miseria. Tutto ciò si traduce in più morti nelle classi inferiori.
I dati ci dicono che le conseguenze della crisi capitalistica e della politica di austerità sono paragonabili a quelle di una guerra.
Una guerra non dichiarata, ma combattuta ogni giorno dalla borghesia imperialista contro il proletariato e le masse popolari. Una guerra che lascia sul terreno decine di migliaia di vittime e che è l’altra faccia delle guerre di rapina condotte all’estero.
“Dovete morire” è lo slogan attuato dalla classe dominante e dai suoi governi nei confronti di milioni di proletari. Le aride statistiche ne registrano gli effetti.
Bisogna che gli operai comprendano che è il capitalismo a dover morire affinché essi vivano.
Se c’è una guerra da fare è quella degli sfruttati contro gli sfruttatori, per instaurare la dittatura proletaria e conquistare il socialismo e il comunismo.
Per condurla ci vuole un forte Partito comunista marxixta-leninista, che sia lo stratega e la guida della lotta!
Da: Scintilla, n. 66 – febbraio 2016
Organo di Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia
http://piattaformacomunista.com/